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    Sostenibilità per Azioni

    La sostenibilità non si dice, si fa

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Siamo

Dal 1997 promuoviamo il cambiamento per la sostenibilità attraverso l’innovazione sociale. Dalla ricerca alla pratica, per trasformare il pensiero in azione. Perché la sostenibilità non si dice, si fa.

Ricerca & Sviluppo

Svolgiamo attività di ricerca per contribuire alla diffusione di pratiche innovative capaci di generare un cambiamento verso la sostenibilità

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Incubazione

Svolgiamo attività di incubazione all’imprenditoria sociale, grazie al nostro incubatore Make a Cube³ che seleziona e forma startup innovative

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Il nostro Blog

First Friday: business clinic sul corporate fundraising

30 maggio 2016
Venerdì 10 giugno ospitiamo un nuovo appuntamento con i First Friday, la business clinic proposta da Francesca Mineo di IFC Italy e dedicata alle organizzazioni non profit e al Terzo settore. Questo mese incontriamo Licia Casamassima, responsabile del Corporate Fundraising per Azione contro la Fame Italia, organizzazione umanitaria internazionale impegnata a eliminare la fame nel mondo. Insieme a lei, esperta di partnership con grandi donatori, discuteremo di esperienze a livello nazionale e internazionale e cercheremo di comprendere quali analisi, strategie e azioni devono essere messe in atto affinché un progetto solidale possa essere costruito e crescere insieme a un’azienda. Abbiamo chiesto alcune anticipazioni alla relatrice. Come è nata la passione per il fundraising e in particolare per la raccolta fondi da grandi donatori? La mia esperienza professionale inizia nel mondo profit: ho lavorato per ben 12 anni in finanza come gestore di fondi di investimento paesi emergenti, ma non è mai stato il mio posto. Ho studiato economia politica, ho preso un Master in economia dello sviluppo, sono sempre stata una appassionata di cooperazione, sviluppo, inter-cultura. Appena ho potuto, dopo 2 figli e una “quasi” seconda laurea in antropologia, ho deciso che volevo fare un lavoro per cui sentirmi pienamente soddisfatta: la raccolta fondi mi sembrava una buona opportunità, anche perché con aziende e grandi donatori, spesso manager, le competenze acquisite nel profit sono una grande ricchezza! Al prossimo First Friday parlerai anche della tua esperienza in una realtà internazionale, Azione contro la Fame Italia. Puoi anticipare qualche consiglio per i fundraiser che parteciperanno, anche per coloro che lavorano in realtà nazionali o locali? Ognuno deve partire da quello che è, dalla propria identità, dalle proprie esperienze, dal proprio network. Lì è la ricchezza, lì sono le opportunità che possono essere colte e sulle quali costruire. Punti chiave: distinguersi, capitalizzare le esperienze, costruire relazioni, pensare a partnership win win dove riceviamo ma anche diamo, lavorare su una comunicazione integrata ed efficace. L’appuntamento è dunque da Avanzi – Barra A, venerdì 10 giugno alle 17.00. A fine incontro i partecipanti sono invitati a un aperitivo di networking offerto da IFC Italy. Per adesioni scrivere a francesca.mineo@groupifc.com.​

Community Hub: la rigenerazione urbana come occasione di innovazione sociale

3 maggio 2016
I Community Hub sono strutture a servizio della comunità. Sono spazi ibridi, di difficile definizione: fanno inclusione sociale e allevano talenti. Sono punti di accesso ai servizi di welfare e orientano verso la creazione di impresa. Sono spazi di produzione e di lavoro, che fanno convivere l’artigiano e la postazione per il giovane creativo, la startup e la cooperativa sociale, il coworking e il fab-lab; la caffetteria e la web radio. Cambiano funzione e ospitano pratiche differenti, che si alternano nel corso della giornata o nei giorni della settimana: al mattino, preparano colazioni; al pomeriggio, organizzano il doposcuola per i ragazzi; alla sera, ci si balla il tango. Sono insieme avvio, garanzia e presidio di processi di rigenerazione urbana. Effettivamente rammendano brani scuciti del tessuto sociale, ma non hanno una sede al Senato. Provano a contrastare l’esclusione, generando lavoro. Accompagnano processi e ne sono protagonisti. Abilitano attori, sostengono percorsi di resilienza. Sono l’innesco di comunità in corso. Riconoscerli può permettere di migliorare le politiche pubbliche. E politiche pubbliche intelligenti possono aiutarli a consolidarsi. Milano, Bologna e Torino sono alcune delle città in cui si sperimenta questo modello. Insieme a Dynamoscopio, Kilowatt e Laboratori di Barriera di Via Baltea 3 abbiamo organizzato due incontri per discutere con ricercatori, abilitatori e policy maker di come la rigenerazione urbana possa essere occasione di innovazione sociale e per cercare di disegnare i confini del concetto di Community Hub. Il primo appuntamento è allo ZOO di Bologna lunedì 16 maggio alle 17.30. L’incontro di Milano si terrà martedì 24 Maggio 2016 dalle 17.30 alle 19.30 da Avanzi – Barra A, in via Ampère 61/A. L’evento è aperto e gratuito, previa registrazione. Dalla volontà di condividere e confrontarci sulle esperienze fatte sul campo, è nato un position paper sui Community Hub, redatto in collaborazione con con Dynamoscopio, Kilowatt e Sumisura, che ha l’obiettivo di rilanciare un ragionamento trasversale sulle pratiche e sulle politiche urbane. Il paper è consultabile qui, si tratta di un documento da integrare e commentare al fine di creare una piattaforma di discussione per sollevare un dibattito nazionale sui Community Hub.

Il crowdfunding non si dice, si fa

12 febbraio 2016
Siamo stati contattati dal Politecnico di Milano che, nell’ambito di un progetto europeo, sta supportando una campagna di crowdfunding per la realizzazione del prototipo di un veicolo solare sostenibile. E fin qui niente di particolarmente entusiasmante. Ma (potevate anche immaginarvelo che ci sarebbe stato un “ma” a questo punto), si da il caso che questo progetto riunisca in sé almeno tre grandi nostre passioni: L’amore per la bicicletta La diffusione delle rinnovabili  La realizzazione di esperienze innovative che animano i territori e le comunità locali. Se aggiungiamo anche che l’iniziativa ha pure un approccio completamente “open” allora non possiamo che fare la nostra parte e promuoverla al meglio. Per chi fosse interessato la campagna è raggiungibile a questo link. L’obiettivo che si sono dati i baker, da raggiungere entro aprile, è di 16.000€. Con pochi spicci c’è la possibilità di vedere il proprio nome (o logo) stampato sul veicolo e, per cifre più alte, si potrà frequentare un corso di metà giornata tenuto dalla ShareRadio e partecipare come parte dello staff al primo evento in cui verrà utilizzato SoundRide. Qui sotto riportiamo la descrizione del progetto. In bocca al lupo! SoundRide è un veicolo che usa energia rinnovabile progettato come stazione radio itinerante. SoundRide è alimentato da pannelli solari, e pedalata assistita con motori Brushless Hub, collocati nelle ruote con una minima perdita energetica; questo gli permette di raggiungere in breve ogni luogo della città e di far funzionare la radio sul luogo dell’evento con la sola energia del sole. Sarà infatti ShareRadio, web radio di Milano, a usarlo per raggiungere eventi in tutta la città e dare ad ognuno l’opportunità di far sentire la propria voce, promuovendo e favorendo l’inclusione sociale. SoundRide è dunque progettato con due principali funzioni: come veicolo (facilitando gli spostamenti della ShareRadio verso i luogo degli eventi); e come stazione radio per trasmettere dal luogo stesso degli eventi. Si gira il sedile, si aprono gli scomparti e la radio è pronta per la diretta! L’uso di sola energia solare garantisce a SoundRide la totale indipendenza e sostenibilità! SoundRide è stato progettato da Ciro Davila per rispondere a una sfida progettuale lanciata dal Politecnico di Milano in collaborazione con ShareRadio all’interno del progetto Europeo SustainabilityMaker, che ha sviluppato una piattaforma per la gestione del lancio di sfide progettuali sostenibili, per la progettazione distribuita (crowd-design), per la selezione dei migliori progetti (crowd-voting), per il loro finanziamento distribuito (crowd-funding) e la loro realizzazione. Il progetto, una volta finanziato sarà realizzato da Trikego. Ogni contributo alla campagna permetterà di realizzare il primo Soundride funzionante a zero emissioni, potenziando il contributo sul territorio promosso da ShareRadio. Il progetto è aperto, ovvero potrà essere replicato da chiunque lo desideri in altri contesti, richiedendo i disegni tecnici e per adattarli alle proprie esigenze, riconoscendo la proprietà intellettuale del progetto. Diamo voce a un cambiamento sostenibile!

I Segnali di Futuro tornano in Triennale

11 febbraio 2016
Segnali di Futuro è un progetto di ricerca  e mappatura di buone pratiche di innovazione sociale che nascono e si sviluppano grazie a realtà come cooperative sociali, imprese, associazioni e gruppi informali della società civile. I Segnali di Futuro in questione sono la prova del cambiamento che sta avvenendo nella nostra società: organizzazioni che, dal basso, operano per un nuovo welfare, per produrre innovative modalità di erogazione di servizi, per offrire diverse modalità di abitare, per promuovere la coesione sociale, la cultura, il rispetto e la tutela del territorio, stili di vita attivi. Sono pratiche non riconducibili a un’unica categoria proprio per la loro natura, spesso ibrida e non definita. Il progetto, ideato da Stefano Pareglio per Triennale e realizzato con il supporto di Avanzi, ha mosso i suoi primi passi nel periodo tra dicembre 2014 e marzo 2015. Attraverso la prima fase di ricerca sono state raccolte circa quaranta pratiche di innovazione prevalentemente nel territorio del Comune di Milano. I protagonisti di queste pratiche sono stati intervistati e raccontati attraverso delle schede realizzate ad hoc, mappate sul sito di Segnali di Futuro. Sono storie diverse tra loro per il percorso di costituzione e consolidamento, per modalità di intervento, per le forme giuridiche in cui operano, per problematiche trattate. Durante i tre giorni di mostra-dibattito organizzati presso la Triennale di Milano il 4-5-6 Marzo 2015, le diverse pratiche di innovazione sono state invitate ad animare dei tavoli di lavoro tematici: #LIVE – abitare, cura, spazio pubblico, coesione sociale, rigenerazione. Abitare è un mestiere difficile nell’area milanese. Per questo sono stati considerati quei progetti e quelle pratiche capaci di rispondere alle difficoltà, arricchendo le esperienze attraverso strategie di condivisione, forme di combinazione di diversi servizi, modalità multiformi di uso, appropriazione e trasformazione degli spazi della vita quotidiana. #KNOW – cultura, creatività, istruzione, formazione. Pensare, inventare, produrre e condividere conoscenza e cultura: musica, teatro, arte, letteratura, danza, fotografia sono da tempo uscite dalle sedi convenzionali e, oggi, potremmo trovarle in un angolo di strada, in un caffè, in un mercato, in un parco, attraverso delle sperimentazioni ibride nelle quali si mescolano produttori e fruitori. #EXCHANGE – mercati, scambio, economie e valore, recupero. Scambio non è solo mercato e non è solo reciprocità. Assistiamo a sperimentazioni di nuovi modi di scambiare e produrre valore, di riciclare e riusare, attraverso il superamento delle barriere tra proprietà e usi, tra affitto e prestito, tra accessibilità ed esclusione. Le forme della condivisione di competenze, sapere, tempo e oggetti rendono sempre più dense le reti locali e aprono canali a volte inaspettati. #MAKE – lavoro, manifattura, artigianato, agricoltura, cibo.  Le forme della produzione stanno cambiando, anche nell’area milanese. Dalle nuove forme dell’agricoltura, alla diffusione del nuovo artigianato che si contamina con il digitale, al ripensamento di spazi e modi di lavorare nell’economia della conoscenza. #MOVE – energia, mobilità, benessere, sport, ambiente. Muoversi non è semplicemente lo spostamento in una grande area urbana come quella milanese. Una miriade di attività congiungono diversi modi di produrre energia, di tutelare l’ambiente che ci

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