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    Sostenibilità per Azioni

    La sostenibilità non si dice, si fa

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Siamo

Dal 1997 promuoviamo il cambiamento per la sostenibilità attraverso l’innovazione sociale. Dalla ricerca alla pratica, per trasformare il pensiero in azione. Perché la sostenibilità non si dice, si fa.

Ricerca & Sviluppo

Svolgiamo attività di ricerca per contribuire alla diffusione di pratiche innovative capaci di generare un cambiamento verso la sostenibilità

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Incubazione

Svolgiamo attività di incubazione all’imprenditoria sociale, grazie al nostro incubatore Make a Cube³ che seleziona e forma startup innovative

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Consulenza

Forniamo servizi di consulenza e soluzioni specifiche a imprese e organizzazioni che credono fermamente nella sostenibilità

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Habitat

Ridiamo vita a spazi abbandonati in modo creativo e partecipato, per trasformare le funzioni industriali in servizi per la comunità

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L’AVANGUARDIA DELLA SOSTENIBILITA’:

QUALI TREND PER L’IMPRESA DEL FUTURO?

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Il nostro Blog

L’avanguardia della sostenibilità: quali trend per l’impresa del futuro?

28 settembre 2018
L’introduzione degli SDGs nel dibattito sulle prospettive della sostenibilità d’impresa impone un ripensamento sul ruolo del settore privato rispetto alle grandi sfide globali del nostro tempo. Da una parte, il potente framework dei Global Goal è entrato nella narrazione della sostenibilità di impresa e rappresenta oggi un quadro di riferimento per le attività di reporting (e di posizionamento di brand) di molti big player. Dall’altra, molti indicatori non sono stati ancora raggiunti sia su scala globale, che nazionale e, in alcuni casi, anche i trend non sono positivi. In particolare, il percorso di transizione energetica, la lotta ai cambiamenti climatici, l’uso intensivo delle risorse naturali, le disuguaglianze economiche e di genere appaiono oggi obiettivi ancora molto lontani. Ci troviamo in una situazione in cui gli attori economici, sociali e istituzionali dipendono l’uno dall’altro. In teoria, il massimo vantaggio per tutti si otterrebbe attraverso la collaborazione. In realtà, ciascuno cerca di massimizzare il vantaggio per sé – producendo in questo modo una situazione sub-ottimale per tutti. In vista del prossimo Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, noi di Avanzi abbiamo avviato una riflessione e ci siamo posti alcune domande di senso. Se oggi gli SDGs non hanno prodotto un cambiamento reale nelle prassi, come possiamo immaginare un’impresa del futuro capace di raccogliere le sfide della sostenibilità? Quali modelli di impresa possono rispondere meglio ai bisogni e alle istanze di un cambiamento paradigmatico? È ragionevole continuare a porre l’enfasi sui miglioramenti nell’efficienza senza porsi il problema della scala e della capacità di carico del sistema? Il modello economico che ispira la stragrande maggioranza degli attori nel mercato è compatibile con l’obiettivo della sostenibilità? Nel documento che segue trovate alcune possibile risposte. Ma vi aspettiamo mercoledì 3 ottobre alle ore 10.30 all’Università Luigi Bocconi, insieme ad alcuni graditi ospiti con cui proveremo a disegnare nuove traiettorie di avanguardia della sostenibilità. Photo credits: Davide Bonazzi

In partenza un corso di formazione per la Gestione Sociale dei servizi abitativi

19 settembre 2018
È previsto a novembre 2018 l’avvio del corso di formazione “Un toolkit per la Gestione Sociale dei servizi abitativi” focalizzato sulla gestione dell’housing sociale. Il corso è promosso da Avanzi – Sostenibilità per Azioni, in collaborazione con Fondazione Housing Sociale e Cooperativa Dar Casa, soggetti che da anni lavorano su questi temi. Il corso prende le mosse dal riconoscimento che la gestione efficace del patrimonio abitativo, sia per comparti di proprietà pubblica, che per insediamenti di housing sociale o di altre forme di offerta abitativa sociale, richiede una attenzione specifica agli aspetti di coesione, al trattamento anticipato dei conflitti tra vicini e con il soggetto gestore. Riconosciuta da Regione Lombardia con la legge 16/2016, la gestione sociale è componente essenziale del progetto abitativo, perché l’abitare è una esperienza sociale. Obiettivo chiave del corso è trasferire e condividere competenze relativamente alla gestione sociale dei servizi abitativi, verso la promozione di un profilo professionale nuovo che riflette la dimensione integrata e place-based di questo ambito di gestione, a partire dal riconoscimento delle varie modalità con cui, nel tempo, la gestione sociale è stata intesa e attuata. I moduli formativi si caratterizzano per l’approccio interdisciplinare e il taglio operativo, con l’obiettivo di fornire un vero e proprio toolkit. Lo svolgimento sarà improntato alla massima interazione, con testimonianze, visite a casi rappresentativi e project work. Il corso è rivolto alle pubbliche amministrazioni, ai Piani di Zona, alle Agenzie Casa Regionali; a soggetti gestori privati (cooperative sociali, cooperative edilizie, etc.) e aspiranti soggetti gestori; a singoli professionisti che, pur con interessi e ruoli molto diversi, saranno accompagnati nello sviluppo delle competenze e nell’acquisizione degli strumenti chiave per l’attuazione di un progetto di gestione sociale. Vuoi partecipare al corso? Per tutte le informazioni scrivi a formazione@avanzi.org

Area – Festival Internazionale dei Beni Comuni

19 giugno 2018
Da venerdì 29 giugno a domenica 1 luglio 2018, a Chieri ci sarà la seconda edizione di Area – Festival Internazionale dei Beni Comuni, quest’anno dedicato ai temi della rigenerazione urbana e della partecipazione condivisa sul riutilizzo delle aree abbandonate. Una tre giorni di incontri e dibattiti per far incontrare amministrazioni pubbliche e city maker, esperti e imprese, fondazioni e associazioni con l’obiettivo di confrontarsi e riflettere sulle città e le loro trasformazioni, pensare insieme a processi innovativi, soluzioni sperimentali e azioni di recupero del patrimonio edilizio preesistente, avanzare una discussione sulle politiche per la città. Ci sarà modo di parlare di beni comuni nelle periferie e nelle aree interne, di immobili dismessi e della loro riattivazione, di come costruire nuove competenze per fare la città che ci attende, di nuove economie e di manifattura che torna in città, di una agenda urbana che prende sul serio l’innovazione sociale, di spazi ibridi e iperdiversità nelle nostre città, ma anche di come trattare la disuguaglianza nello spazio (perché i posti contano), del cosa voglia dire nuovo municipalismo e che significhi interrogarsi su “lo stato dei luoghi” per sviluppare inclusione e imprenditorialità, di bellezza e case abbandonate.  In programma seminari, workshop, convegni, ma anche eventi dal vivo e performance musicali e artistiche, aperti a tutti e diffusi in diversi spazi cittadini, per fare di Chieri una città-laboratorio internazionale, punto di raccolta di progetti e di elaborazione di nuove idee in tema di trasformazione urbana sostenibile. Area – Festival Internazionale dei Beni Comuni è promosso dal Comune di Chieri e organizzato da Avanzi – Sostenibilità per Azioni e Iur, con la direzione scientifica di Ilda Curti e Claudio Calvaresi e la direzione artistica di Fabrizio Vespa. Il Festival costituisce la tappa intermedia di un percorso condiviso che ha già visto e vedrà la comunità chierese partecipare a tavoli di lavoro dedicati agli studi per immaginare le destinazioni di utilizzo dell’area ex-Tabasso (il cotonificio attivo fino agli anni Ottanta, fonte di lavoro ed eccellenza del territorio) e i ruoli e gli ambiti di operatività delle Case di Città (le sedi delle associazioni cittadine). Sito web > www.festivalbenicomuni.it Pagina Facebook > https://www.facebook.com/commonsfestival/ Twitter > @comuni_beni Per informazioni > areachanging@avanzi.org  

Impresa e territorio: be your local hero

20 febbraio 2018
Oggi, alcune tipologie di imprese hanno di fronte a sé una nuova opportunità: rafforzare il proprio ruolo di promotori di politiche pubbliche, di attivazione di comunità, di generatori di beni pubblici, fortificando la relazione con il territorio. Dopo anni di progetti e sperimentazioni, noi di Avanzi siamo tornati a riflettere attorno ad una questione che ci sta molto a cuore: come un’impresa può configurarsi quale soggetto abilitante di pratiche di sviluppo territoriale, in particolare, in aree marginali? Per rispondere a questa domanda è necessario far dialogare due ambiti disciplinari: da un lato la responsabilità sociale di impresa, dall’altro le politiche pubbliche di rigenerazione urbana e di sviluppo del territorio. Riteniamo che in questa sovrapposizione di temi e di approcci culturali possano esserci nuove occasioni per arricchire la relazione tra le imprese e i propri territori di riferimento di nuovo senso, di progettualità e di obiettivi condivisi. Se è vero il vecchio adagio di Porter per cui un’impresa prospera solo se il territorio che la accoglie prospera (in termini di competitività, infrastrutture, competenze, solidarietà, etc.) è responsabilità (sociale) delle imprese esplorare nuovi percorsi per costruire valore condiviso territoriale? Lo sviluppo a cui pensiamo va inteso come un processo sociale e territoriale a più dimensioni. Non è quindi solo allo sviluppo economico che si allude, ma ad un processo in grado di mettere in gioco una pluralità di dimensioni/risorse (le comunità insediate, le culture presenti, le vocazioni territoriali, etc) specifiche dei diversi contesti. Se guardato così lo sviluppo è allora sempre territoriale e le azioni messe in campo per generarlo (decisioni imprenditoriali, forme di interazione sociale, trasformazioni fisiche, etc) hanno sempre una relazione con una specifica territorialità, che contribuiscono a riprodurre. Oggi sempre di più le imprese si rivolgono alla comunità come attore rilevante del processo produttivo, nelle dinamiche di open innovation e di co-progettazione di beni e servizi più vicini ai bisogni dei cittadini e dei consumatori. La funzione di produzione non considera più solo l’utilità del consumatore ma l’utilità̀ sociale, intesa come beneficio collettivo per una determinata comunità̀, che l’attività̀ di impresa è in grado di generare. Facciamo riferimento soprattutto a tipologie di imprese con due caratteristiche di fondo: Sono place based, radicate nel territorio e rivolte ai luoghi dove sono basate, con cui condividano destini e approcci. Sono caratterizzate da processi biunivoci di influenza in tema sociale, culturale e financo (con i dovuti caveat) istituzionale; Hanno a che fare (direttamente o indirettamente) con i beni comuni di quel territorio (acque, terre e paesaggi, beni storico artistici, proprietà pubbliche, intelligenza sociale e vocazione produttiva). Tali beni sono spesso elementi identitari del territorio di riferimento e al contempo variabili chiave per la localizzazione dell’impresa, impianto, stabilimento. Imprese che, in altre parole, essendo legate a filo doppio con il proprio territorio, sono chiamate a identificare nuove forme di rafforzamento della relazione con gli stakeholder locali mediante strumenti pienamente integrati ai processi di business: mettere a disposizione asset d’impresa per rafforzare asset territoriali che rafforzano la competitività dell’impresa stessa. I bisogni emergenti Le

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