I Segnali di Futuro tornano in Triennale

By Elena Merlo 3 anni agoNo Comments
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Segnali di Futuro è un progetto di ricerca  e mappatura di buone pratiche di innovazione sociale che nascono e si sviluppano grazie a realtà come cooperative sociali, imprese, associazioni e gruppi informali della società civile. I Segnali di Futuro in questione sono la prova del cambiamento che sta avvenendo nella nostra società: organizzazioni che, dal basso, operano per un nuovo welfare, per produrre innovative modalità di erogazione di servizi, per offrire diverse modalità di abitare, per promuovere la coesione sociale, la cultura, il rispetto e la tutela del territorio, stili di vita attivi. Sono pratiche non riconducibili a un’unica categoria proprio per la loro natura, spesso ibrida e non definita.

Il progetto, ideato da Stefano Pareglio per Triennale e realizzato con il supporto di Avanzi, ha mosso i suoi primi passi nel periodo tra dicembre 2014 e marzo 2015.

Attraverso la prima fase di ricerca sono state raccolte circa quaranta pratiche di innovazione prevalentemente nel territorio del Comune di Milano. I protagonisti di queste pratiche sono stati intervistati e raccontati attraverso delle schede realizzate ad hoc, mappate sul sito di Segnali di Futuro. Sono storie diverse tra loro per il percorso di costituzione e consolidamento, per modalità di intervento, per le forme giuridiche in cui operano, per problematiche trattate.

Durante i tre giorni di mostra-dibattito organizzati presso la Triennale di Milano il 4-5-6 Marzo 2015, le diverse pratiche di innovazione sono state invitate ad animare dei tavoli di lavoro tematici:

#LIVE – abitare, cura, spazio pubblico, coesione sociale, rigenerazione.

Abitare è un mestiere difficile nell’area milanese. Per questo sono stati considerati quei progetti e quelle pratiche capaci di rispondere alle difficoltà, arricchendo le esperienze attraverso strategie di condivisione, forme di combinazione di diversi servizi, modalità multiformi di uso, appropriazione e trasformazione degli spazi della vita quotidiana.

#KNOW – cultura, creatività, istruzione, formazione.

Pensare, inventare, produrre e condividere conoscenza e cultura: musica, teatro, arte, letteratura, danza, fotografia sono da tempo uscite dalle sedi convenzionali e, oggi, potremmo trovarle in un angolo di strada, in un caffè, in un mercato, in un parco, attraverso delle sperimentazioni ibride nelle quali si mescolano produttori e fruitori.

#EXCHANGE – mercati, scambio, economie e valore, recupero.

Scambio non è solo mercato e non è solo reciprocità. Assistiamo a sperimentazioni di nuovi modi di scambiare e produrre valore, di riciclare e riusare, attraverso il superamento delle barriere tra proprietà e usi, tra affitto e prestito, tra accessibilità ed esclusione. Le forme della condivisione di competenze, sapere, tempo e oggetti rendono sempre più dense le reti locali e aprono canali a volte inaspettati.

#MAKE – lavoro, manifattura, artigianato, agricoltura, cibo. 

Le forme della produzione stanno cambiando, anche nell’area milanese. Dalle nuove forme dell’agricoltura, alla diffusione del nuovo artigianato che si contamina con il digitale, al ripensamento di spazi e modi di lavorare nell’economia della conoscenza.

#MOVE – energia, mobilità, benessere, sport, ambiente.

Muoversi non è semplicemente lo spostamento in una grande area urbana come quella milanese. Una miriade di attività congiungono diversi modi di produrre energia, di tutelare l’ambiente che ci circonda, di promuovere stili di vita sani e attivi adottando, spesso, strategie creative, miste, leggere.

I tavoli di lavoro hanno aperto un dibattito molto interessante che ha visto un confronto tra le diverse pratiche, policy maker, esperti e abilitatori istituzionali, generando la messa a punto di 10 ipotesi di interpretazione.

Ma cosa succede oltre i confini del comune di Milano, nell’hinterland? 

In un’ottica di sistema metropolitano, Segnali di Futuro, consolidando il lavoro fatto, sta svolgendo, oggi, una seconda fase con il contributo di Fondazione Cariplo. Il progetto ha esteso la ricerca dal Comune di Milano all’intera Città Metropolitana, sviluppando un ragionamento sui confini (non solo amministrativi) e sulla volontà e la capacità di innovazione che caratterizza e definisce i diversi territori in oggetto.

A partire da novembre 2015 e fino a marzo 2016, la seconda fase del progetto sta utilizzando lo stesso format di mostra-dibattito ripensandola e riadattandola in una forma itinerante. I principi di rappresentatività e appartenenza territoriale hanno guidato la suddivisione in diversi ambiti nella Regione Metropolitana Milanese che sono state così identificate:

  • Sud Est, tappa presso il Comune di San Donato Milanese;
  • Adda Martesana, tappa presso il Comune di Cassina de’ Pecchi;
  • Nord, tappa presso il Comune di Cinisello Balsamo;
  • Sud Ovest / Magentino Abbiatense, tappa presso il Comune di Albairate;
  • Alto milanese, tappa presso il Comune di Inveruno;
  • Nord Ovest, tappa presso il Comune di Pregnana Milanese.

Il viaggio metropolitano sta per concludersi.

I Segnali di Futuro torneranno, dopo un anno preciso, presso la Triennale di Milano il 4 e il 5 marzo 2016, giornate in cui saranno restituiti gli esiti del percorso itinerante nei 6 ambiti della Città Metropolitana.
Invitiamo tutti ad iscrivervi per partecipare all’evento di venerdì 4 marzo.

Fino al 6 marzo 2016, inoltre, all’interno della mostra Comunità Italia – Architettura, città, e paesaggio dal dopoguerra al Duemila (curata da Alberto Ferlenga e Marco Biraghi) è presente una sezione speciale dedicata ai Segnali di Futuro in Italia. Avanzi ha selezionato 36 buone pratiche di innovazione nel territorio nazionale che raccontano le loro realtà, storie, attività e obiettivi attraverso dei video di auto-narrazione.

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