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appunti per la sostenibilità n° 0 Settembre 2007
cos'è appunti per la sostenibilità
Avanzi è un centro di ricerca, consulenza e formazione che si occupa da più di 10 anni di sviluppo sostenibile. Vigeo è la prima agenzia europea che valuta la responsabilità sociale delle imprese e di altre organizzazioni. Insieme hanno voluto creare Appunti per la sostenibilità, una newsletter che si propone di diffondere ad un indirizzario selezionato di operatori informazioni e materiali relativi allo sviluppo sostenibile e alla Corporate Social Responsibility in maniera puntuale e selettiva, con un focus particolare (ma non esclusivo) sull'attività di ricerca, analisi e consulenza da loro stessi condotta su questi temi.
Appunti per la sostenibilità uscira' con cadenza trimestrale. Ciascun numero della newsletter si articolerà in tre sezioni:
  • Sotto la lente, uno spazio dialogico pensato per alimentare la discussione attraverso commenti critici sui temi più caldi, presentazioni di ricerche e studi condotti da Avanzi-Vigeo e i feedback inviati dai lettori
  • In breve, alcuni commenti sintetici su progetti e studi
  • In agenda, segnalazione di una ristretta selezione di convegni e iniziative
facendo un bilancio (CSR)
La Corporate Social Responsibility e gli assets intangibili sono ormai da alcuni anni fra i protagonisti dell'ampio e articolato dibattito sul ruolo e il futuro della grande impresa, a livello sia nazionale che internazionale.
All'interno di questo dibattito fra i temi più controversi c'è il rapporto fra l'attenzione per le tematiche ambientali e sociali, la sensibilità per il patrimonio intangibile e le performance economiche e finanziarie delle imprese stesse.
Nonostante questi temi siano decisamente sotto i riflettori, in Italia queste questioni appaiono ancora oggi oggetto di impegno e attenzione esplicita e dichiarata solo per un numero ristretto di grandi imprese: solo il 15% delle società quotate italiane pubblica un bilancio ambientale, sociale o di sostenibilità (nel prosieguo identificati per brevità con il termine "bilanci CSR").
Una percentuale decisamente inferiore rispetto a quella di altri Paesi europei come la Germania (circa il 36% delle maggiori società pubblica un bilancio CSR), la Francia (dove il bilancio annuale delle imprese quotate deve includere informazioni, il cui elenco è fissato per decreto, sul modo in cui la società tiene conto delle conseguenze sociali e ambientali della sua attività) o il Regno Unito (l'89% delle società FTSE All Share pubblica un bilancio CSR).

Questo il quadro che emerge dallo studio I Bilanci CSR delle società quotate che anche quest'anno l'Osservatorio Bilanci CSR di Avanzi ha condotto in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Mission Intangibles di Aiaf (Associazione Italiana degli Analisti Finanziari).
Uno scenario controverso e per certi versi contraddittorio di cui con questo studio annualmente si cercano di evidenziare, senza pretese di esaustività, evoluzioni e punti di forza o di debolezza significativi, con l'obiettivo di fornire un contributo alla promozione di un'informativa non finanziaria di qualità sempre più elevata.
Come già nelle due edizioni precedenti, anche quest'anno si è verificato quali società quotate sul mercato italiano abbiano pubblicato un bilancio ambientale, sociale o di sostenibilità (nel corso del 2006; dati 2005) e si è ricostruito un quadro sintetico e critico della realtà della reportistica ambientale, sociale e di sostenibilità fra le società quotate. Questa edizione però è stata ampiamente rinnovata nella struttura e arricchita nei contenuti rispetto alle precedenti e si articola in tre parti:

  • Disclosure sulla Responsabilità Sociale d'Impresa
  • Disclosure sugli Assets Intangibili
  • Performance finanziarie delle società di cui si analizza il bilancio CSR.

Per scaricare l'abstract dello studio I Bilanci CSR delle società quotate 2005 clicca qui
Se sei interessato al rapporto di ricerca completo contatta Satia Marchese Daelli

Se vuoi inviare un commento su questo tema scrivi a info@avanzi.org. Il tuo commento e le eventuali risposte saranno pubblicate sul sito di Avanzi.

CSR thematic studies
Rispetto dei diritti sindacali e promozione della contrattazione collettiva sembrano essere, per le più grandi imprese europee, più una formale dichiarazione d'intenti che un impegno concreto ed effettivo. È questa la tendenza registrata dallo studio tematico Trade union rights and collective bargaining: Commitments on the principles, heterogeneous practices pubblicato da Vigeo a febbraio 2007. 511 imprese europee appartenenti a 17 diversi paesi e operanti in 32 differenti settori sono state sottoposte a rating tra il 2004 e il 2006 da Vigeo. I dati presentati dalla ricerca sono eloquenti: di queste 511 società solo una ristretta minoranza - l'8% circa - può definirsi "innovatrice" rispetto al tema. Cosa significa? Che solo meno di 50 imprese non si sono fermate a semplici dichiarazioni di principio, ma hanno dato attuazione alle politiche formulate. Ecco alcune delle imprese risultate leader in questo senso sono:

  • Air France - KLM (Air Transport - France)
  • Carrefour (Supermarkets - France)
  • Hennes & Mauritz (Specialised Retail - Sweden)
  • Iberia (Air Transport - Spain)
  • Philips Electronics (Technology-Hardware - Netherlands)
  • Skanska B (Heavy Construction - Germany)
  • Volkswagen AG (Automobiles - Germany)

La maggior parte delle imprese analizzate invece (il 64%) riconosce sì in linea di principio il diritto dei lavoratori a godere dei diritti sindacali fondamentali, ma non si preoccupa poi di tradurre tali principi in azioni non solo coerenti con quanto dichiarato, ma che siano allo stesso tempo concrete e tangibili.Per saperne di più contatta Sara Faglia

studi di settore vigeo: presentazione del settore energy
Il settore energy ha subito una progressiva e stringente regolamentazione nelle aree "ambiente"e "sicurezza". Due le cause principali. Le frequenti accuse di responsabilità nell'aumento della concentrazione in atmosfera di anidride carbonica (CO2) e di altri gas-serra e il coinvolgimento in recenti e gravi avvenimenti. Solo per il 2006 si possono citare: la marea nera in Alaska presso l'impianto di Prudhoe Bay di proprietà di BP, una multa record per corruzione imputata dal governo degli Stati Uniti a Statoil, i ripetuti attacchi terroristici alle infrastrutture petrolifere nigeriane di Shell ed Eni, l'arresto per corruzione dell'AD di Total, etc... Ecco alcuni dei dati più importanti emersi dallo studio di settore Energy pubblicato da Vigeo a dicembre 2006:

Climate change. Dal rapporto risulta che la sfida prioritaria che il settore deve affrontare è legata alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera (CO2 e CH4 soprattutto) derivanti da produzione e da consumo. Miglioramento dell'effecienza, maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili ( bio - combustibili in particolare) sono solo alcune delle opzioni di mitigazione a disposizione del settore.
Le imprese analizzate. BG Group, BP,ENI, Hydro, Repsol, Royal Dutch Shell e Total sono solo alcune delle imprese che costituiscono il panel di analisi.
Le tendenze. Ambiente e Risorse umane sono state le aree d'indagine dove, mediamente, le performance di CSR delle imprese hanno registrato un andamento positivo.
I rischi. I più rilevanti a cui sono invece esposti gli operatori del settore riguardano:

  • salute e sicurezza,
  • rinnovabili,
  • biodiversità,
  • emissioni di CO2,
  • corruzione,
  • sviluppo locale,
  • trasparenza,
  • dritti umani
Eni. La più importante compagnia italiana attiva in questo settore, ha dimostrato di essere al di sopra della media in buona parte delle aree di indagine coperte dallo studio. Se sei interessato all'elenco completo degli studi di settore Vigeo contatta Sara Faglia
CSR e nuovo diritto societario: un'occasione mancata?
È questo il tema di riflessione proposto nell'articolo Responsabilità sociale d'impresa e nuovo diritto societario. Modelli possibili di governance responsabile alla luce delle recenti riforme - curato da Davide Dal Maso e Stefano Isolica - pubblicato su Politeia, Corporate Integrità, Ethical Leadership, Global Business Standards.The Scope and Limits of CSR, Anno XXIII - N. 85/86-2007.
Le recenti modifiche del diritto societario non sembrano aver promosso la pratica della responsabilità sociale nella relazione tra imprese e azionisti. Né introducono un sistema di regole che ne faciliti la diffusione. Questi i risultati principali di una ricerca sulla corporate governance delle maggiori società quotate italiane svolta da Avanzi SRI Reserach e la cui sintesi viene pubblicata sull'ultimo numero (85/86/07) di Politeia.
Lo studio si è basato da un lato sui risultati della stagione assembleare 2006 e dall'altro su un'analisi dei testi normativi così come innovati dalla legge sulla tutela del risparmio.
Sul primo dei due fronti, il processo di allineamento verso standard di qualità europei prosegue con fatica. Come spesso si verifica, al di là del dettato delle norme, la prassi dimostra un approccio da parte degli operatori sostanzialmente avverso alla partecipazione attiva degli investitori alla vita della società. La partecipazione all'assemblea è, nei fatti, scoraggiata, e le decisioni fondamentali e strategiche vengono assunte in sedi diverse rispetto a quelle formali. Il livello medio di indipendenza degli amministratori rappresenta un indicatore in via di miglioramento, mentre rimangono poco chiari i sistemi di remunerazione degli amministratori esecutivi e dei top manager, soprattutto in relazione alla trasparenza dei meccanismi che li legano ai risultati. In termini più generali, la normativa riformata non ha colto le opportunità che la teoria della CSR ha proposto al dibattito. I sistemi di corporate governance non sono pensati per dar conto ad altri che non siano gli azionisti (di controllo) di quello che l'impresa fa o non fa e del valore - non solo economico - che crea. Per ulteriori informazioni contatta Davide Dal Maso o Stefano Isolica
risorse umane e sistemi di gestione della CSR: la proposta avanzi-hay group
Le risorse umane non sono uno stakeholder come gli altri. Oltre a essere portatori di interessi nei confronti dell'impresa, sono al contempo i soggetti attraverso cui si realizzano tutte le politiche di responsabilità sociale. Non si può essere socialmente responsabili nei confronti dei clienti, per esempio, se non si hanno risorse umane motivate, soddisfatte e coinvolte. Il successo di qualsiasi iniziativa di responsabilità sociale, perciò, passa attraverso il committment delle persone dell'impresa.
Questa l'ipotesi di lavoro che Avanzi e HayGroup, gruppo leader nella consulenza HR, hanno posto a problema in occasione di due seminari ristretti, cui sono stati invitati i responsabili CSR e HR di alcune grandi imprese italiane. L'idea che è stata proposta è l'integrazione tra i sistemi di gestione della CSR e delle risorse umane. Spesso, infatti, capita che alle dichiarazioni sulla missione e sui valori non corrisponda un utilizzo conseguente degli strumenti per la valorizzazione del capitale umano (definizione dei compiti e delle responsabilità, misurazione della performance, piani di carriera, formazione, sistemi incentivanti ...). In pratica, l'impresa afferma degli obiettivi di responsabilità sociale, ma poi, nella pratica, spinge i propri dipendenti a non comportarsi di conseguenza - il che genera ovviamente frustrazione, disillusione, quando non aperta avversità.
Avanzi e HayGroup stanno proponendo alle imprese progetti pilota per la sperimentazione di modelli innovativi di gestione delle risorse umane orientate alla responsabilità sociale. Per ulteriori informazioni contatta Davide Dal Maso
in agenda
IV forum Politeia on Business Ethics and CSR. Milano 13-14 settembre 2007. Per ulteriori informazioni clicca qui

Credito alle periferie: banche e finanza per lo sviluppo locale, roma 13 settembre 2007. Per ulteriori informazioni clicca qui

Responsabilità sociale d'impresa: opportunità, vantaggi, eventuali problematiche da superare. Roma, 24 settembre 2007. Per ulteriori informazioni clicca qui

chi è avanzi
Avanzi è un centro di ricerca, consulenza e formazione che favorisce il cambiamento in un'ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Nei 10 anni di esperienza, Avanzi ha saputo consolidare la propria indipendenza, autorevolezza e competenza nell'assistere la Commissione Europea, enti locali, imprese e associazioni a operare in maniera più coerente con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.
Avanzi si avvale di un team con competenze interdisciplinari, specificamente nella gestione dell'innovazione ambientale, nella CSR e governance d'impresa, nella pianificazione territoriale e ambientale, nella finanza etica e finanza per lo sviluppo, nell' attuazione del protocollo di Kyoto, nella gestione dei conflitti e processi partecipati, nel disegno e valutazione delle politiche. Stretti rapporti con il mondo universitario e con centri di ricerca autorevoli, garantiscono un forte orientamento all'innovazione e consentono un costante aggiornamento e confronto in merito ad approcci, politiche e consuetudini a livello nazionale e europeo.
Per saperne di più su avanzi visita il sito internet www.avanzi.org
chi è vigeo
Vigeo è la prima agenzia europea di analisi extra-finanziaria. Il gruppo Vigeo valuta e misura la coerenza e l'efficacia dell'impresa in termini di responsabilità sociale, identificando i fattori di rischio in campo ambientale, sociale e di governance. Vigeo opera su due linee separate di business:
  • analisi nel campo degli investimenti socialmente responsabili (SRI), ratings delle imprese e benchmark specializzati per investitori e gestori
  • audits della responsabilità sociale di imprese e enti pubblici.

Il Team di Vigeo: 74 dipendenti, 14 nazionalità, 4 sedi: Parigi, Bruxelles, Milano, Casablanca.
Per saperne di più su vigeo visita il sito internet www.vigeo.com

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