| appunti per la sostenibilità |
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n° 2 - Giugno 2009 |
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LA SOCIAL ACCOUNTABILITY NELL'INFORMATIVA ECONOMICO-FINANZIARIA |
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Dal novellato art. 2428 del Codice Civile - Relazione sulla gestione: "Il bilancio deve essere corredato da una relazione degli amministratori contenente un'analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della società e dell'andamento e del risultato della gestione nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, anche attraverso imprese controllate, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti, nonché una descrizione dei principali rischi e incertezze cui la società è esposta.
L'analisi di cui al primo comma è coerente con l'entità e la complessità degli affari della società e contiene, nella misura necessaria alla comprensione della situazione della società e dell'andamento e del risultato della gestione, gli indicatori di risultato finanziari e, se del caso, quelli non finanziari pertinenti all'attività specifica della società, comprese le informazioni attinenti all'ambiente e al personale. L'analisi contiene, ove opportuno, riferimenti agli importi riportati nel bilancio e chiarimenti aggiuntivi su di essi. … omissis" .
Pur lasciando, almeno apparentemente, largo spazio all'interpretazione, il nuovo dettato dell'articolo 2428 ha segnato una pietra miliare nel percorso di integrazione tra rendicontazione socio-ambientale ed informativa economico-finanziaria. E già questa contaminazione, per chi è interessato allo sviluppo sostenibile ed alla CSR, era una buona notizia (tanto più che la novità riguarda tutte le società tenute alla redazione di un bilancio d'esercizio in forma ordinaria, e non solo, come il D.LGS. 32/2007 inizialmente recitava, i Gruppi con bilancio consolidato).
Sono poi giunti recentemente, a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, due autorevoli contributi da parte del CNDCEC, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che, in buona parte, hanno contribuito a colmare lo spazio di soggettività: il documento "La relazione sulla gestione dei bilanci d'esercizio alla luce delle novità introdotte dal dlgs 32/2007" del 14 gennaio 2009 ed il documento sulla "Informativa sull'ambiente e sul personale" dell'11 marzo 2009.
Se ne possono trarre alcuni spunti di riflessione.
In termini di scenario, è evidente che gli strumenti e le previsioni dell'informativa corrente non erano più in grado di fornire da soli un quadro adeguato "alla comprensione della situazione della società e dell'andamento e del risultato della gestione"; per farlo, si è ritenuto opportuno integrarli, seppure con una serie di distinguo, con gli strumenti che si sono andati sviluppando negli ultimi decenni, in forma volontaria, sotto il grande cappello del "bilancio sociale" e delle sue varie declinazioni. Ciò vale da riconoscimento, a un tempo:
- della legittimità delle premesse e della validità del percorso della social accountability, ai fini di una rendicontazione più trasparente dell'attività delle imprese agli stakeholder;
- della capacità innovativa e e di visione prospettica di tutte quelle centinaia e migliaia di imprese, di imprenditori e di manager che lungo il percorso dell'accountability e della disclosure si sono mosse con anticipo, precorrendo i tempi e segnando la strada;
- della necessità di regolamentare la comunicazione di dati extra finanziari (cioè non desumibili dalla contabilità generale); il che non significa rinnegare il concetto di volontarietà alla base della CSR, ma garantire una concorrenza leale attraverso una comunicazione corretta, chiara e confrontabile.
Nello specifico, i documenti dei commercialisti chiariscono poi quali sono i reali margini di discrezionalità rispetto all'uso degli indicatori non finanziari, che risultano molto più stretti di quelli che il legislatore sembrava a prima vista lasciare aperti utilizzando diciture come "coerente con l'entità e la complessità degli affari della società", "nella misura necessaria" e "se del caso". In realtà è definito un sistema modulare piuttosto chiaro e certo nell'interpretazione e applicazione (anche se da adattare al settore ed al contesto dell'impresa), che prevede due livelli di richieste di informazioni integrative attinenti alle aree ambiente e personale, a seconda delle dimensioni delle imprese:
- uno obbligatorio per tutte le imprese che redigono il bilancio in forma ordinaria, qualora si verifichino nel corso dell'esercizio determinati eventi (morti e infortuni gravi sul lavoro, malattie professionali, reati o danni ambientali e relative sanzioni, emissioni GHGs d'impianti soggetti a ETS…)
- l'altro obbligatorio per le imprese di grandi dimensioni, se rilevanti e significative, e facoltativo per le altre (conversioni di precariato in lavoro a tempo indeterminato, investimenti su sicurezza e ambiente, politiche sui rifiuti, certificazioni a sfondo CSR…)
a cui si aggiunge un secondo sottolivello, relativamente alle informazioni facoltative, che vengono distinte in sostanza tra "opportune" e non (cioè da evitare, in quanto inutili o controproducenti ai fini della comprensione della situazione e dell'andamento dell'impresa):
- informazioni che la società ritiene opportuno comunicare ai terzi, in ragione della politica sociale e ambientale proattiva e di un atteggiamento positivo di CSR (definizione di politiche e strategie di sostenibilità, indicatori di customer satisfaction, di efficienza dei fattori produttivi, presidio dei rischi…);
- informazioni che, nel caso specifico della società, non sono necessarie o rilevanti, o per le quali la società ritiene non vi siano opportune ragioni per una loro rappresentazione nella Relazione sulla gestione.
(I documenti del CNDCEC scendono poi ulteriormente nel dettaglio: vi si rimanda per maggiori approfondimenti.)
In questa sede si può concludere, ribadendo che tutto questo rappresenta un importante passo avanti nella direzione del rafforzamento del(la consapevolezza del) ruolo sociale delle imprese e del riconoscimento delle attese degli stakeholder, di cui forse in questo momento è ancora difficile comprendere l'ampiezza. Ma anche, dal momento che "si alza l'asticella" della volontarietà, un riconoscimento ed un nuovo stimolo al ruolo di punta del mondo della social accountability, per l'innovazione degli strumenti/tecniche di rendicontazione della parte intangibile della catena del valore.
Un sentito ringraziamento va allo studio Gemmi di Parma per il contributo alla rilettura tecnica di questo "Sotto la lente".
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| STUDI DI SETTORE - FINANCIAL SERVICES/GENERAL E SUPERMARKETS SECTOR STUDY |
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| Vigeo Italia ha ultimato gli studi di settore a livello europeo sull'industria dei Financial Services - General e dei Supermarkets , in cui identificano le questioni-chiave di responsabilità sociale dei settori, i principali rischi sociali ed ambientali ed i top e bottom performer. Si tratta di uno strumento mirato agli investitori istituzionali che vogliano effettuare scelte di investimento CSR oriented, ed alle imprese che vogliano conoscere il proprio posizionamento in termini di CSR ed una dettagliata analisi della propria performance comparata con i propri peer.
Nel prossimo numero: Electric & Gas Utilities e Travel & Turism
Vai all'estratto degli studi di settore
Contatta Vigeo per approfondimenti sui servizi relativi agli studi di settore
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| FONDI PENSIONE UNICREDIT GROUP - ANALISI SRI DEL PORTAFOGLIO |
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I fondi pensione di UniCredito e Banca di Roma hanno affidato a Vigeo Italia un'analisi del portafoglio tesa a verificare il livello di responsabilità sociale degli investimenti ed individuare i titoli di società coinvolte in attività controverse.
Contatta Vigeo per approfondimenti sui servizi relativi all' SRI Research
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| PARTNERSHIP ABI-VIGEO SU SHAREHOLDER IDENTIFICATION |
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E' stato recentemente siglato un accordo di collaborazione tra l'Associazione Bancaria Italiana e Vigeo Italia. Il parternariato consiste nella strutturazione di strumenti di posizionamento in termini di CSR. In particolare Vigeo Italia offrirà agli associati ABI un servizio di Shareholder Identification
Contatta Vigeo per approfondimenti sui servizi di Shareholder Identification
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| WORKSHOP SU CONFLITTI TERRITORIALI E INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO - 05/05, MILANO |
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Ha registrato un'ampia e fattiva partecipazione il workshop ad inviti sul tema "Conflitti territoriali e infrastrutture di trasporto", organizzato da Avanzi in collaborazione con TRT e Consorzio Metis - Politecnico di Milano ed ospitato dalla Camera di Commercio di Milano.
L'evento ha visto la discussione di una proposta di Libro Bianco, un documento di policy volto a raccogliere elementi critici legati alla conflittualità locale e proposte condivise per la ricomposizione dei conflitti.
La proposta di Libro Bianco è articolata intorno a tre temi principali continua…
Vai all'Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali
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| TERRA FUTURA:PRESENTATO DA AVANZI IL PROGETTO PER UNA BORSA SOCIALE |
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Venerdì 29 Maggio, nell'ambito di Terra Futura, Avanzi ha presentato i primi risultati di uno studio di fattibilità per la creazione di un mercato di capitali per imprese a scopo sociale.
Il progetto, finanziato da Regione Toscana, ha riguardato una prima stima del potenziale di domanda e di offerta d'investimento orientato al sostegno di organizzazioni, profit e non profit, la cui missione si caratterizzi per la creazione di valore sociale e ambientale.
Investigati anche gli aspetti tecnici del mercato, in termini economico-finanziari e giuridici. Si tratta di un'iniziativa di grande innovatività, che vede coinvolti sia attori istituzionali, come l'Agenzia per le Onlus, che operatori di mercato.
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| L'ANALISI DI VIGEO PREMIATA PER TRASPARENZA, INTEGRITÀ E RIGORE |
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La metodologia di Vigeo ha ottenuto la certificazione CSRR-QS (CSR Research Quality Standard Certification) sulla ricerca sociale ed ambientale, un importante riconoscimento internazionale per la qualità e la trasparenza della propria metodologia di analisi e i relativi processi.
Continua…
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| COMITATI MULTI-STAKEHOLDER E RESPONSABILITÀ SOCIALE D'IMPRESA - POLITEIA #93/09 |
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Pubblicato sull'ultimo numero dell' autorevole rivista trimestrale Notizie di Politeia, l'articolo di Matteo Bartolomeo e Carolina Pacchi che ha fatto seguito alla ricerca su Comitati multi-stakeholder e responsabilità sociale d'impresa, realizzata con il supporto e la supervisione scientifica della Fondazione I-CSR.
Nell'articolo si analizzano otto casi di comitati impresa-territorio, individuando elementi ricorrenti, elementi problematici e condizioni per una diffusione di questo strumento di stakeholder engagement.
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| LA SOSTENIBILITÀ DELLA PUBBLICA AMMIINISTRAZIONE: L'ESEMPIO DELLA FRANCIA |
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Come dichiarato dal Presidente Sarkozy, la Pubblica Amministrazione può giocare un ruolo esemplare per il traino economico e culturale dello sviluppo sostenibile:
per dirla con le parole del Ministero dell'Ecologia, dell'Energia, dello Sviluppo Sostenibile e dei Beni Ambientali d'oltralpe, "E' una questione di responsabilità e credibilità.
Lo Stato non può ignorare nella propria gestione quotidiana gli obiettivi di sviluppo sostenibile che desidera vedere presi in carico dalle imprese e dai consumatori. Inoltre, tale orientamento delle spese di funzionamento" - con la loro massa critica di circa 15 miliardi di €/anno - "dovrebbe contribuire a sostenere (il mercato degli) eco-prodotti ed eco-tecnologie...".
Dalle parole ai fatti: è del dicembre 2008 la circolare del primo ministro Fillon con la quale si richiede ai ministri di preparare un "Piano per l'amministrazione esemplare" , che sarà sostenuto da apposita copertura finanziaria ed operativo nel 2010.
Venti le aree d'intervento individuate per il procurement responsabile e più in generale per l'espressione della responsabilità sociale della PA (materiali informatici; soluzioni di stampa; carta; forniture d'ufficio; alimentari; abbigliamento; mobili; legno e derivati; pulizie dei locali; gestione rifiuti; spazi verdi e non edificati; automezzi; formazione e sensibilizzazione alla guida ecologica; viaggi/trasferte; energia ed acqua; illuminazione; bilancio energetico ed emissioni GHGs; formazione; clausola sociale e lavoro etico; pari opportunità e reclutamento responsabile), per ciascuna delle quali vengono fissati obiettivi specifici, strategie, strumenti ed indicatori.
Un'iniziativa in progress (secondo l'agenda, il Gruppo interministeriale per lo sviluppo sostenibile sta lavorando sulla sintesi delle proposte dei ministri, la cui deadline era il 31 marzo 2009 - si veda ad esempio quella dei ministri economico-finanziari che è interessante tenere monitorata, con la speranza che sia "esemplare" anche per le Amministrazioni di altri paesi.
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CSR AUDIT
Acquisti responsabili in SFR: l'importante operatore francese di telefonia mobile ha richiesto a Vigeo un CSR Audit sulla propria funzione acquisti. La richiesta fa seguito ad un precedente parere sul proprio sistema di indicatori della sostenibilità, dal quale era emerso una criticità relativa alla mancanza di un sistema di reporting sugli acquisti.
Secondo Audit in BEI: ad un anno di distanza dal primo, la Banca europea per gli investimenti (il prestigioso istituto di credito a lungo termine dell'Unione Europea) è tornato a chiedere a Vigeo la valutazione dei propri progressi nel project finance responsabile.
Diversity Audit e Training in Vinci: il gruppo francese, leader europeo nel settore delle costruzioni di infrastrutture, ha affidato a Vigeo un programma di Audit e corsi formativi per i propri dirigenti sulla diversità, mirato a rendere questi ultimi autonomi sul tema entro la fine del 2009.
Contatta Vigeo per approfondimenti sui servizi relativi al CSR Audit
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| COS'E' APPUNTI PER LA SOSTENIBILITA' |
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Avanzi è un centro di ricerca, consulenza e formazione che si occupa da più di 10 anni di sviluppo sostenibile. Vigeo è la prima agenzia europea che valuta la responsabilità sociale delle imprese e di altre organizzazioni. Insieme hanno voluto creare Appunti per la sostenibilità, una newsletter che si propone di diffondere ad un indirizzario selezionato di operatori informazioni e materiali relativi allo sviluppo sostenibile e alla Corporate Social Responsibility in maniera puntuale e selettiva, con un focus particolare (ma non esclusivo) sull'attività di ricerca, analisi e consulenza da loro stessi condotta su questi temi. Appunti per la sostenibilità uscira' con cadenza trimestrale. Ciascun numero della newsletter si articolerà in tre sezioni:
- Sotto la lente, uno spazio dialogico pensato per alimentare la discussione attraverso commenti critici sui temi più caldi, presentazioni di ricerche e studi condotti da Avanzi-Vigeo e i feedback inviati dai lettori
- In breve, alcuni commenti sintetici su progetti e studi
- In agenda, segnalazione di una ristretta selezione di convegni e iniziative
- Vai all' archivio
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| Avanzi è un centro di ricerca, consulenza e formazione che favorisce il cambiamento in un'ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Nei 10 anni di esperienza, Avanzi ha saputo consolidare la propria indipendenza, autorevolezza e competenza nell'assistere la Commissione Europea, enti locali, imprese e associazioni a operare in maniera più coerente con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Avanzi si avvale di un team con competenze interdisciplinari, specificamente nella gestione dell'innovazione ambientale, nella CSR e governance d'impresa, nella pianificazione territoriale e ambientale, nella finanza etica e finanza per lo sviluppo, nell' attuazione del protocollo di Kyoto, nella gestione dei conflitti e processi partecipati, nel disegno e valutazione delle politiche. Stretti rapporti con il mondo universitario e con centri di ricerca autorevoli, garantiscono un forte orientamento all'innovazione e consentono un costante aggiornamento e confronto in merito ad approcci, politiche e consuetudini a livello nazionale e europeo. Per saperne di più su avanzi visita il sito internet www.avanzi.org |
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| Vigeo è la prima agenzia europea di analisi extra-finanziaria. Il gruppo Vigeo valuta e misura la coerenza e l'efficacia dell'impresa in termini di responsabilità sociale, identificando i fattori di rischio in campo ambientale, sociale e di governance. Vigeo opera su due linee separate di business:
- analisi nel campo degli investimenti socialmente responsabili (SRI), ratings delle imprese e benchmark specializzati per investitori e gestori
- audits della responsabilità sociale di imprese e enti pubblici.
Il Team di Vigeo: 74 dipendenti, 14 nazionalità, 4 sedi: Parigi, Bruxelles, Milano, Casablanca. Per saperne di più su vigeo visita il sito internet www.vigeo.com
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| TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI |
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