Il Forum per la Finanza Sostenibile presenta la quinta edizione dello Studio Eurosif sugli investimenti sostenibili e responsabili in Europa

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L’edizione 2012 dello Studio Eurosif evidenzia un’espansione del mercato europeo dell’Investimento Sostenibile e Responsabile (SRI), unita a una crescente differenziazione e complessità degli approcci
Per ciascuna delle strategie SRI adottate dagli investitori europei lo Studio registra, nel biennio 2009 – 2011, una crescita maggiore di quella dell’intero mercato del risparmio gestito

L’evento
Il Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano presenta oggi, presso la Sala Consiglio di Palazzo Turati a Milano, i risultati dello Studio paneuropeo di Eurosif sul mercato dell’investimento sostenibile e responsabile.
“La Camera di commercio – ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di Commercio di Milano – è attenta alle azioni di responsabilità sociale che rappresentano una sfida ma anche un fattore di competitività, di attrattività, di collocazione nel mercato di riferimento per le imprese. Anche dalla ricerca di oggi emerge un’attenzione crescente nel settore finanziario”.

Il mercato SRI in Europa

I risultati dello Studio in breve:

  • Crescita del mercato e differenziazione degli approcci
    Gli investitori europei adottano una gamma sempre più ampia di strategie di investimento responsabile, spesso in combinazione tra loro. Lo Studio ne individua sette: Sustainability-themes, Best-in-Class selection, Norms-based screening, Exclusions, ESG Integration, Engagement and voting e Impact investing.
    Per ciascuna delle strategie suddette, lo Studio registra una crescita maggiore rispetto a quella dell’intero mercato del risparmio gestito. Inoltre, per quattro di esse gli asset under management (AuM) sono aumentati più del 90%, nel biennio 2009-2011.
    Il Norms-based screening è l’approccio in cui l’incremento è più consistente, con un aumento del 137% dal 2009 e un ammontare di AuM pari a € 2.300 miliardi. Al secondo e terzo posto si collocano le strategie basate sull’esclusione di specifici settori, imprese o pratiche e sulla selezione delle imprese o Stati ‘Best in Class’, con una crescita del 119% e del 113%, rispettivamente.
    Anche la pratica dell’Engagement and voting registra un aumento – pari al 17% – inserendosi quale elemento di novità su alcuni mercati, come la Spagna e l’Italia. Nello stesso periodo di riferimento, l’ESG Integration è cresciuta del 14%.
  • Novità: l’Impact investing
    L’Impact investing fa la sua comparsa per la prima volta all’interno dello Studio. Il valore degli AuM sul mercato europeo è stimato a € 8,75 miliardi: un dato che riflette il crescente interesse verso investimenti finalizzati al conseguimento di un impatto sociale e/o ambientale tangibile.
  • Il mercato resta più che mai guidato dagli investitori istituzionali; negli anni a venire altro fattore determinante sarà il dialogo con i regolatori
    I dati dello Studio riconfermano il ruolo dominante degli investitori istituzionali nella crescita della domanda SRI: gli istituzionali rappresentano oggi il 94% del totale SRI AuM, contro il 92% rilevato nel 2009.
    Si registra inoltre una crescente importanza del ruolo dei regolatori, che salgono dal quinto al secondo posto nella classifica dei driver fondamentali. Questo risultato si spiega con la progressiva attenzione rivolta dal legislatore, a livello nazionale ed europeo, verso le azioni e i comportamenti degli investitori e del mercato finanziario, volta a ridurre i comportamenti speculativi e ad aprire una nuova strada verso la crescita economica.
  • Disinvestimento nei confronti di imprese che producono armi
    Per circa il 50% degli asset gestiti in Europa, si riscontrano politiche di investimento che escludono le imprese produttrici di determinate tipologie di armi, in particolare quelle identificate dalle Convenzioni Internazionali sulle munizioni cluster e sulle mine anti-uomo.

Nel commentare questi risultati, il direttore esecutivo di Eurosif, Francois Passant, osserva: “Lo Studio tratteggia un mercato sempre più sofisticato e in rapida evoluzione, nel quale sempre più operatori scelgono di adottare e combinare tra loro strategie differenti e innovative. Emerge dunque, da un lato, l’esigenza di una maggiore trasparenza e chiarezza sulle pratiche. Dall’altro, si rafforza la nostra convinzione che l’SRI rappresenti una risposta alla crescente necessità, espressa dalla società intera e dalle autorità politiche, di una riconciliazione tra finanza, logica di lungo termine e crescita sostenibile”.
Il mercato SRI in Italia
I numeri del mercato italiano degli investimenti sostenibili e responsabili continuano ad essere influenzati da pochi grandi player. Infatti, la predominanza di strategie quali l’Exclusions – pari a € 446,79 miliardi di AuM a fine 2011– e il Norms-based screening – € 314,25 miliardi di AuM – deriva essenzialmente dalle scelte di investimento compiute da Pioneer Investments e dal Gruppo Generali. D’altra parte, si ravvisa un certo dinamismo tra i fondi pensione, che mostrano una crescente consapevolezza in tema di SRI, sia da un punto di vista culturale che tecnico: l’adozione di benchmark SRI appare la pratica maggiormente diffusa e qualche progresso è stato compiuto anche sul fronte dell’Engagement.
Nel segmento retail la situazione appare in stallo, con pochi casi di best practice e un’industria dell’asset management ancora riluttante ad integrare le strategie SRI in prodotti di investimento supportati da un’efficace comunicazione e distribuzione.
“Gli auspici di una futura crescita del mercato Italiano dell’SRI si basano sui segnali positivi registrati, in particolare, tra i fondi pensione e le imprese assicuratrici” afferma Maria Paola Marchello, curatrice della sezione italiana della ricerca, “Inoltre, la recente firma della Carta dell’Investimento Sostenibile e Responsabile da parte dei vertici delle maggiori associazioni di rappresentanza del settore finanziario costituisce un ulteriore segnale dell’impegno nella promozione dell’SRI in Italia”.

Scarica lo Studio dal sito web di Eurosif

Note per l’Editore
Le sette strategie di investimento sostenibile e responsabile analizzate all’interno dello Studio sono: Sustainability-themes, Best-in-Class selection, Norms-based screening, Exclusions, ESG Integration, Engagement and voting e Impact investing.
Le definizioni dettagliate si trovano a pagina 9 e 10 dello Studio, scaricabile dal sito Internet di Eurosif QUI

Lo Studio è basato su dati forniti dagli investitori istituzionali, raccolti attraverso un apposito questionario dai Social Investment Forum europei.
I partner dell’iniziativa
Eurosif – European Sustainable Investment Forum – è un’organizzazione pan-europea la cui missione è quella di perseguire l’obiettivo dello sviluppo sostenibile attraverso i mercati. Gli attuali soci di Eurosif includono fondi pensione, fornitori di servizi finanziari, centri di ricerca e ONG. Le istituzioni finanziarie associate ad Eurosif gestiscono complessivamente asset per oltre 1.000 miliardi di euro.
Web: www.eurosif.org

Il Forum per la Finanza Sostenibile è un’Associazione senza scopo di lucro nata nel 2001. È un’organizzazione multi – stakeholder; ne fanno parte sia operatori del mondo finanziario che soggetti direttamente o indirettamente coinvolti dagli effetti ambientali e sociali dell’attività finanziaria. La missione del FFS è “la promozione della cultura della responsabilità sociale nella pratica degli investimenti finanziari in Italia”. In particolare, Il Forum sollecita l’integrazione di criteri ambientali, sociali e di governance nelle politiche e nei processi adottati dagli investitori.
Web: www.finanzasostenibile.it

Altri Sustainable Investment Forum sono presenti in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania-Austria-Svizzera, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia

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