La Pecora Elettrica e Baraka Bistrot, la solidarietá di Avanzi

By Elena Merlo 4 settimane agoNo Comments
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pecora elettrica

Sappiamo perché succede: succede perché si è soli. Quando si sta nella periferia sperimentando nuove pratiche, si misura il proprio isolamento. Attorno non c’è il deserto, l’assenza delle istituzioni, il vuoto creato dal ritrarsi dei “corpi intermedi”; c’è invece il pieno di pratiche criminali, la presenza del vicino di casa spacciatore, il paesaggio composto come sempre da fascisti e famiglie mafiose. In periferia, non c’è ricerca di senso e mancanza di racconto; ci sono invece al lavoro retoriche potenti, che tendono a esaurire lo spazio della narrazione, che affermano che le periferie sono solo degrado, marginalità, insicurezza; oppure che sono oggetto di gentrification, la purezza della loro povertà insidiata da “utili idioti”. 

Conosciamo i nemici. Non abbiamo prove siano coalizzati, ma mostrano una sorprendente convergenza di interessi, quando lasciano ai margini i segnali di futuro, relegandoli a fenomeno da irridere o da intimidire. I segnali di futuro hanno bisogno di «cura, attenzione, tempo e diplomazia», qualcosa di più – bisogna dirlo – dei riconoscimenti e della pacca sulle spalle, delle mappature e delle call, del contributo e dei percorsi di capacity building

Avanzi è con loro. Sa che occorrono nuove politiche pubbliche, regolazioni e strumenti di supporto, reti, educazione e presa di parola; lavora per sostenere questa prospettiva. Il nostro appoggio e l’espressione della nostra solidarietà va alla Pecora elettrica e a tutti quelli che ci provano, a Centocelle e nei mille cantieri dell’innovazione dal basso del nostro Paese. 

Category:
  Coesione sociale
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