CSR 2.0: vecchie questioni, nuove soluzioni. Ad alto valore sociale

By Elena Merlo 6 years ago1 Comment
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La CSR è morta, viva la CSR! Questo in sostanza (anche se spesso con altre parole) è il refrain che negli ultimi tempi rimbalza dal web (compreso il nostro blog) alla carta stampata, dagli uffici direzionali agli stabilimenti delle grandi imprese. Nonostante negli scorsi decenni il riconoscere che ogni impresa ha una responsabilità per gli impatti sociali e ambientali che produce abbia rappresentato per molte aziende la prima occasione per compiere importanti sforzi di trasparenza e di messa in sicurezza sotto il profilo etico e ambientale, oggi la CSR è morta nel senso che troppe volte gli scandali legati a comportamenti poco edificanti di tante imprese che pure si erano autodefinite socialmente responsabili ne hanno sminuito la portata e travolto come un fiume in piena la credibilità.

Nonostante questo, da quando negli Anni 70 si è cominciato a parlare di limiti allo sviluppo, per poi passare all’idea di uno sviluppo sostenibile (Rapporto Brundtland, 1987) e alla teoria della Corporate Social Responsibility (la cui più nota interpretazione è quella di R. E. Freeman del 1984) le istanze etiche e sociali da cui tutte queste teorie hanno preso avvio sono più che mai attuali: anzi, se possibile, escono dalla crisi (economica) odierna e dalle crisi (aziendali) rafforzate e percepite come urgenze cui è necessario cominciare a fornire, subito, risposte concrete.

Corruzione, evasione fiscale, sfruttamento, finanza creativa, lavoro (che non c’è), disuguaglianze, rischi per la salute, inquinamento. Oggi più che in passato sono considerate emergenze da affrontare, di fronte alle quali non esiste un’unica soluzione, non un solo responsabile. Oggi più che mai è chiaro che non ci si può aspettare che le risposte arrivino (solo) dalle istituzioni, che le imprese da un lato e la società civile dall’altro possono (devono) giocare un ruolo chiave nel disegno delle soluzioni, tutte da inventare. Ecco allora che si aprono nuovi orizzonti, nuovi modelli di responsabilità sociale delle organizzazioni che superano la logica di distribuzione del valore agli stakeholder per entrare in un approccio di co-creazione di valore, percorsi partecipati, partnership. Dall’innovazione sociale, intesa come la ricerca di soluzioni creative in grado di incidere efficacemente su un problema di natura sociale, alla creazione di valore condiviso, nuovo approccio alla CSR teorizzato nel 2011 ad Harvard e dintorni, è la stagione di una CSR 2.0 che punta sulla concezione di nuovi prodotti e sull’apertura di nuovi mercati, che comporta una ridefinizione della produttività lungo tutta la catena del valore, che promuove lo sviluppo dei territori mirando a coniugare competitività e impatto sociale, a partire dalla valorizzazione di specifici asset aziendali. Di questo e molto altro si parlerà il 1 e 2 ottobre al Salone della CSR e dell’IS (Milano, Università Bocconi). Stay tuned!

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  Innovazione di Impresa
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One Comment

  • chiara says:

    Ho partecipato oggi al seminario sul Valore Condiviso al Salone della CSR. Sto lavorando proprio sui temi della CSR e della creazione di valore per la mia tesi di dottorato e che dire…è stato illuminante! Grazie! 🙂

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