Wikiwecom: ecco la company che ci piace.

By Elena Merlo 8 anni ago2 Comments
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Non è uno scioglilingua e neanche la nuova hit di Shakira.

Wiki (ormai si sa, come qualche cosa di creato e aggiornato suoi utilizzatori), we (come noi), com (come comunitario e anche compagnia, di compagnia, company).
E’ il nuovo modo di fare impresa e fare innovazione, con al centro le persone, anzi le comunità di persone. In tutti i settori.

In UK le comunità sviluppano progetti ambiziosi di eolico, i cui proventi non finiscono nelle tasche di qualche importante investitore straniero. In Belgio, Olanda, Austria, Svezia il fenomeno ormai coinvolge alcune decine di migliaia di persone. Investimenti sani e puliti. Non male.

Nelle città i gruppi di acquisto solidale nascono come funghi, 10, 30, anche 100 famiglie che acquistano insieme frutta e verdura, pasta e farine, fagioli e lenticchie. Sostengono i piccoli agricoltori (bio) senza svuotare il portafoglio. Nostalgia di campagna.

Il Barcellona, inteso come la squadra che domina il calcio europeo da qualche anno, è in mano ai propri tifosi. Il modello piace in Inghilterra e ora anche in Italia. Un modo per rientrare nei parametri UEFA, ma anche e soprattutto dalla voglia dei tifosi di sentirsi non solo delle marionette che allo stadio applaudono e fischiano. L’Ancona Calcio sarà il nostro apripista.

Nelle telecomunicazioni c’è FON, una community che ha una delle più grandi reti di hot spot wireless al mondo. Chiunque può diventare membro con un piccolissimo investimento (antenna) e mettendo a disposizione un pezzetto della propria banda. A disposizione degli altri fon/isti.

Degli architetti italiani un po’ pazzi (stanno qui ad Avanzi – Barra A) hanno immaginato un bike sharing veramente shared (wikiweco!). Prendi la tua bici, gli attacchi un ovetto con lucchetto e gps e la tua due ruote entra nella comunità di okobici, senza costose infrastrutture. Hanno vinto anche qualche premio.

La lista si fa lunga e verrebbe voglia di dire qualche cosa sul community garden, sul crowdsourcing, sul software open source.

Che senso ha tutto questo? Generare senso di appartenenza? Contribuire, insieme, a far nascere qualche cosa che da soli sarebbe impossibile anche solo immaginare? Arrivare dove il mercato non arriva o provvede male e a prezzi non accessibili? Sperimentare? C’è bisogno di aggiungere altro?

Questa è veramente la company che ci piace: avventurosa, veloce, flat, aperta, né pubblica né privata.

Category:
  Impresa Sociale
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